Bologna, due mesi dopo

24-29 Novembre 2010

Due mesi sembrano pochi. Spesso i mesi sembrano volare via veloci, chiusi tra le abitudini quotidiane e cose che non vediamo più. Sono li, come sempre, sempre simili.

Ma due mesi possono essere tantissimo, se tutte quelle cose e abitudini conosciute cambiano. Due mesi per esempio è il periodo più lungo lontano da casa. Qualche volta sono arrivato a un mese,ma mai a due. Dopo essere nato, ci ho messo un mese e mezzo prima di arrivare a casa. Forse quello era il mio record precedente.

Ritornare dopo tanto tempo significa saltare da una vita che si sta costruendo a Parigi e una che non hai potuto portare con te.

Giovedì mattina, camminando verso la facoltà avevo una sensazione di rifiuto. Le stesse facce , gli stessi vestiti, la stessa atmosfera. Come se tutto mi dicesse “tutto va avanti anche senza te”. E’ la stessa sensazione che si prova quando, dopo che ci si è lasciati, vediamo l’altro vivere felicemente la propria vita.

Ma questa era solo la partenza. Come sulle montagne russe di Mirabilandia. Mentre si sale si è assaliti da una sottile sensazione di paura,mista a un desiderio di fuga. Poi arrivati in alto comincia la discesa. E si comincia ad urlare e sorridere mentre il treno compie piroette a velocità impossibili. E alla fine si è in uno stato di euforia tale che si rischia di abbracciare lo sconosciuto a fianco.

E proprio così è stato il fine settimana a Bologna. Tre giorni velocissimi, che mi hanno fatto tornare euforico e contento. Tre giorni in cui tutto è volato via velocemente. Tre giorni in cui tutto è stato compresso in pochissimo tempo.

Lo stato di euforia però, in questo caso, non è determinato dalla forza di gravità, ma dal fatto di aver sentito che le cose non sono procedute automaticamente come sempre, ma che a tante persone sono mancato quanto loro sono mancate a me.

Il compleanno è stato solo una scusa dietro la quale si nascondeva la voglia comune di divertirsi insieme e di rivedersi, anche se a volte per pochissimo.

Il resto è solo una conseguenza. La bellissima serata di venerdì,quella di sabato, una passeggiata al Cioccoshow, una cioccolata in tazza assieme o gli equilibrismi per riuscire a salutarsi 5 minuti in facoltà.

Sono davvero felice di essere tornato. E’ stato come tuffarsi in un bellissimo mare caraibico, caldo e accogliente.

Mi spiace non essere riuscito a dare a tutti l’attenzione dovuta. Tanti discorsi sono rimasti accennati, i saluti veloci e le cose che avrei voluto dire o domandare, spesso mi sono rimaste in testa.

Riparto diviso tra la novità di questa nuova esperienza a Parigi e tutte le persone che non posso portare con me.

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