Inno Italiano

Venerdì 5 Novembre 2010

St Germain. A sinistra poi ancora a sinistra.

Prima di uscire bisogna sempre controllare Google Maps.

Per quanto la si conosca bene una città,c’è sempre qualche angolo sconosciuto. Se poi la città è grande come Parigi, gli angoli da scoprire  sono molti.

Parigi ha molte facce. La prima che si incontra è quella turistica, quella dei grandi Boulevards e dei locali che ci girano intorno. E’ la Parigi che ti intrappola e che non ti fa più uscire.

Poi si scopre un’altra Parigi. La Parigi dove la birra piccola non costa 5 euro e dove la gente che la vive ci resta più di 3 giorni. Per scoprire questa Parigi ci vuole un bello sforzo. Non si fa conoscere,quasi si nasconde.

Karmen mi aveva mandato un messaggio per festeggiare insieme il suo compleanno. Chez George, ore 19.

Metro St.Germain, a sinistra e ancora a sinistra. Finalmente la scoperta di luoghi fuori dai giri abituali.

Bisogna avere una perfetta memoria visiva per girare a Parigi: o ci si ricorda perfettamente la mappa che si è vista a casa, oppure si ha un palmare con se.

Chez George è un locale tanto piccolo quanto affollato. La sua caratteristica è di avere al piano inferiore una meravigliosa cantina con le volte in mattoni rossi (molto bolognese) che dopo le 9 diventa una mini sala da ballo dove decine di persone provano a ballare: visto l’affollamento, alcuni cercano posto sulle panche o sui tavoli in legno, trasformati in novelli cubi.

Il soffitto basso permette al massimo di ballare tipo twist o rock and roll, cosa che peraltro si sposa perfettamente con la musica 30-40-50-60 del locale.

Visto l’affollamento l’aria diventa presto irrespirabile e cerco rifugio con Kart e Karmen fuori dal locale. Qui conosciamo due francesi, due veri francesi, che frequentano abitualmente il locale.

Quando sanno che sono italiano mi dicono che tutte le sere,nel locale suonano l’inno nazionale italiano. E che a loro piace moltissimo e che lo ballano tutti assieme.

Il nostro inno non mi è mai piaciuto: una marcetta con parole incomprensibili. Niente in confronto per esempio alla Marsigliese. Ma loro insistono che è bellissimo e che dobbiamo ballarlo tutti insieme.

Mi prendono sottobraccio e cominciano a cantarlo,ballando un improbabile can can in mezzo alla strada e davanti agli occhi stupiti degli altri clienti.

Non avrei mai pensato di ballare e cantare “Bella Ciao” il venerdì sera in un’anonima strada parigina!

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