La finestra

Mercoledi 3 Novembre 2010

Ci sono alcuni ricordi che ti restano impressi. Non parlo di grandi eventi o giorni particolari. Intendo piccoli eventi, giornate normali.

Per esempio mi ricordo benissimo di una serata,quando ancora facevo le elementari, passata a guardare la televisione con il fuoco acceso a fianco. Ero malato,avevo la febbre, e il giorno dopo non dovevo andare a scuola. Ed ero in uno stato quasi estatico dato dal mix di febbre e tachipirna, avvolto in una coperta, seduto sul divano.

Ricordo benissimo che quella sera guardai un film che mi piacque molto e che ho rivisto tante volte dopo. Era un film di Hitchcock, La finestra sul cortile. E’ uno di quei film gialli\noir in cui Hitchcock era un maestro nel creare la suspence.

Il film parla di un fotogiornalista costretto a casa su una sedia a rotelle a causa di una gamba rotta, che passa il suo tempo a osservare cosa succede nei palazzi di fronte, attraverso le finestre aperte dei suoi vicini. La sua vita è movimentata dalla sua bellissima fidanzata Grace Kelly e dall’idea che in una casa di fronte sia avvenuto un omicidio.

Camminando per Parigi si viene colpiti dal fato che le cosa spesso non abbiano ne scuri ne tende. Questo permette di lanciare un occhio dentro i bellissimi appartamenti del centro, di intravedere imponenti librerie o soffitti in legno.

Quando si passa con la metro 2 a nord di Parigi, questa esce e diventa una sopraelevata e, scorrendo all’altezza dei palazzi, si vede scorrere davanti la vita quotidiana delle famiglie francesi: cene, televisioni accese, uffici aperti di sera, bambini alla finestra.

A volte succede addirittura che qualcuno si asciuga dopo la doccia non pensando che dalla strada si vede molto di quello che succede.

Io mi sono molto adattato a questi costumi. Un po’ per pigrizia, un po’ perchè non c’è niente di meglio della luce del mattino per obbligarti ad alzarti.

E di tanto in tanto do un’occhiata a quello che succede dai nostri vicini.

Nell’appartamento dove c’erano gli imbianchini a settembre, ora c’è un macho che torna alla sera e mangia velocemente. E nel fine settimana è in compagnia, ogni volta di ragazze ogni volta con il colore dei capelli diverso.

C’è la famiglia che fa colazione con i bambini e li porta a scuola. La coppia di signori anziani che vive la vita dolcemente. Il bar di sotto, che la domenica è brulicante di gente a qualsiasi ora.

Ma quello che attira di più la mia attenzione è la finestra in alto a sinistra.

A differenza delle altre ha le tende tirate,sempre tirate. E ha la parte sinistra aperta. A Parigi fa freddo, soprattutto di notte. E soprattutto non si tirano mai le tende.

E quando ci guardo la mattina,è sempre così:aperta a metà e tenda tirata.

A volte si vede la luce di una lampada arancione accesa, e la mattina dopo la stessa è sempre accesa.

Ormai è diventata la mia finestra antipatica. E’ un po’ come quando si è tutti in gruppo a parlare e qualcuno non partecipa. Tutti abbiamo le tende aperte e ormai ci conosciamo. Lei invece non partecipa, è solitaria.

Certo, forse come nel film di Hitchcock ha qualcosa da nascondere. E forse ha visto il film e sa che ci sono sempre dei vicini impiccioni che osservano. E per questo le tende sono chiuse.

In quel caso, è meglio smettere di guardare,anche perchè io non ho Grace Kelly ad accudirmi.

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2 risposte a La finestra

  1. Ronin ha detto:

    Splendido Lorenzo, bella idea e belle le immagini che evoca! 🙂

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