L’appartamento di sopra

Rue St. Maur

Domenica 10 Ottobre 2010

“Hai sentito???”

Martina apre di colpo la porta della mia camera ridendo.

Dietro si sente Lucia, che dal suo letto ride a crepapelle e si rotola tra le coperte.

“Un gatto!? Un gatto?!” continua a gridare Lucia ridendo.

Le case parigine sono conosciute per le dimensioni. La pressione della rendita edilizia ha portato molti proprietari a suddividere le vecchie case in molti cubicoli di pochi metri quadrati, da affittare a molte centinaia di euro.

Le pareti,almeno quelle che non sono portati, sono in carton gesso. I pavimenti,come in tutte le case francesi, sono dei parquet in legno, che cigolano ogni volta che ti muovi e fanno sentire ai vicini quando vai in bagno o in cucina.

I soffitti però sono ancora originali e in muratura.

“Mah si!! pensavo fosse un gatto!!” continua Martina. “Da mia nonna, di notte…”.  “Da tua nonna!? Ah ah!” dice Lucia ridere sempre a crepapelle.

“Sarò ingenua, ma non ci avevo pensato!”

Spesso ci è capitato,nel silenzio della sera, di sentire la televisione dei vicini. Se proprio si è soli in casa,si può anche riuscire a carpire qualche parola.

Se uno fa una festicciola in casa, il volume della voce si alza e il numero delle persone aumenta.

La festa però che Lucia e Martina hanno sentito era un po’ diversa e gli invitati erano soltanto due.

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