La salita

Velib , bici a noleggio di Parigi

Giovedi 21 Ottobre 2010

Nessun emigrante ha mai pensato che tutto fosse in discesa. Certo non avrei mai pensato che Parigi fosse così in salita.
Agathe abita quasi dal lato opposto della città : io sono tra République e Père Lachaise , lei abita ancora per 10 giorni a Issy, un paese residenziale alle porte di Parigi.

L’appartamento è molto carino, tutto nuovo e ben pulito. E’ il posto adatto per una serata alla francese. Alcuni amici seduti in cerchio, vino, patatine, arachidi e un immancabile formaggio.

Agathe, come Cecilia e Virginie, ha fatto uno scambio con l’Università di Bologna l’anno scorso. Ci siamo conosciuti proprio in questo periodo. Questa sera è la prima volta che ci rivediamo tutti assieme dopo la pausa estiva. E soprattutto, questa volta non siamo a Bologna.

La serata passa molto piacevole. Le foto dell’anno scorso (Venezia, Bologna etc) la concludono bene e ci stanno come la ciliegina sulla torta.

E’ proprio vero,è difficile interrompere un’emozione. Specialmente quando è bella! A me,poi, piace molto guardare le foto insieme.

Forse anche per questo, esco da casa di Agathe con la sensazione di essere in ritardo.

La prima metro la prendo. Ma a St. Lazare mi vedo passare davanti l’ultima che poteva portarmi a casa.

Una bellissima occasione. Una piccola avventura.

E’ vero,per tornare forse c’è qualche bus,ma non so neanche che linea arrivi vicino casa.

Poi l’idea di girare a Parigi di notte già mi eccita. Neanche i 4 gradi all’uscita della metro mi fermano. E nemmeno il fatto di non conoscere la strada per tornare (se non più o meno).

Comincio così a sferragliare per Parigi con la mia bici a noleggio.

I grandi boulevard, i grandi magazzini. Le strade sono piene di luci, come sempre, ma vuote di auto e di persone. La città è tutta mia. E di qualche tassista o di quei pochi che come me hanno perso la metro e vagano per la città in bici, alla ricerca della strada giusta.

Bisogna pedalare forte e coprirsi la gola, altrimenti si congela.

La cartina all’uscita della metro diceva a sinistra e sempre dritto. Ma il senso unico mi fa deviare e so ancora meno dove sono e come tornare a casa.

Parigi sembra un piano. A camminarci non si direbbe che c’è della salita, a parte Montmartre.

Eppure c’è. E si sente, soprattutto di notte.

Passata Place de la République si fa più forte. Sul marciapiede sorpasso un’altra bicicletta, che come me arranca per tornare a casa. Attacchiamo allo stesso aggancio.

La ragazza mi dice “Mi aiuteresti? E’ la prima volta che la prendo e non so come si riaggancia”

Ha un cappotto grigio, è truccata e ben pettinata. Sembra avere sui 35 anni. Forse anche lei torna da una festa.

“Ti ringrazio, mi hai salvato la vita!”

Sorride.

Se ne va.

Si gira.

Mi guarda e riprende a camminare.

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