Burocrazia

Martedì 5 Ottobre 2010

Vi giuro. Non mi lamenterò più della burocrazia  italiana.

Qualsiasi cosa è meglio di Nanterre. Quando l’anno scorso gli Erasmus di Nanterre si lamentavano pensavo che non avevano incontrato la burocrazia italiana.

Ma mi sbagliavo. Ad oggi non ho ancora fatto firmare il learning agreement. Non ho ancora trovato chi me lo deve firmare. L’ufficio relazioni internazionali mi ha mandato da un professore di economia che sembra non lavori più a Nanterre da 3 anni. Sono quindi andato dall’ufficio relazioni internazionali di Nanterre,che mi ha fornito la mail di quello giusto. Questo mi ha detto che non sono previsti scambi per la magistrale e mi ha chiesto di chiedere al responsabile del mio corso se posso seguire i corsi. Ma io non ho un corso di studio qui. Quindi che fare?

A parte questo e che le lezioni sono cominciate ieri e che non mi sono ancora iscritto, tutto bene.

La cosa che colpisce di Nanterre è che sembra che tutti facciano giurisprudenza.

Non ci sono ragazzi con i rasta o con i vesti appariscenti o con il pearcing. Tutti sono ben vestiti. Anche chi non veste Armani risulta molto elegante. Le ragazze (che a Nanterre sono almento i due terzi della popolazione) sono sempre truccate e ben curate, senza essere appariscenti.

Se ci si ferma in via Zamboni invece è possibile capire che facoltà fa la persona che ti passa davanti. Ragazze in tailleur e ragazzi con la borsa di pelle fanno giurisprudenza. Eleganti ma sportivi fanno economia. Se girano in pieno inverno con t-shirt e braghe corte,specie se guardano nel vuoto, fanno matematica,informatica o fisica. Infine quelli più alternativi fanno il Dams o lettere.

Ma la cosa che colpisce di più a Nanterre è la diffusione di gruppi politici. Tutti di sinistra, qui niente Student Office. Ci sono proprio tutti, dai più grandi al più piccolo partitino trotskysta. Entrando e uscendo dalla mensa e dagli uffici ho già fatto una nutrita collezione di volantini. Ora quello che va per la maggiore è sulle pensioni. La Francia è infatti attraversata dalle proteste contro la (contro)riforma di Sarkozy. Pur essendo qui da poco ne ho già viste due (lo sciopero generale del 7 Settembre e la manifestazione del 2 Ottobre), ne ho persa una (lo sciopero del 23 Settembre) e ne vedrò un’altra martedì prossimo: uno sciopero generale ad oltranza, dove si prevede che i trasporti si blocchino per molto tempo. Cioè a Parigi non ci si muoverà più.

Praticamente una ogni 15 giorni.

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